LA CAVIGLIA
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La caviglia, o tibio-tarsica, è l’articolazione distale dell’arto inferiore. È una troclea e possiede quindi libertà di movimento in un solo piano dello spazio (flesso-estensione). È un’articolazione molto incastonata, poiché subisce forti sollecitazioni e deve essere in grado, insieme al piede, di supportare la totalità del peso del corpo sommato alla sua energia cinetica in caso di cammino, corsa o salti.

La caviglia è composta da una parte inferiore, l’astragalo, che ha una superficie cilindrica e dalla parte superiore, un blocco formato a sua volta dalle epifisi distali di tibia e perone, la cui faccia inferiore è scavata da un segmento di cilindro. In pratica, la si può schematizzare come se fosse un cilindro “incastonato” tra i due malleoli tibiale e peroneale, che la contengono lateralmente.

 

 

A rinforzare questo “contenitore” osseo, è presente un forte e complesso sistema legamentoso, i legamenti collaterali interno (o deltoideo, più stabile, tanto che è molto più rara la distorsione di caviglia con il piede che va all’esterno) ed esterno, formati a loro volta da diversi fasci. Ci sono poi due sistemi accessori che conferiscono a dare ancor più stabilità alla caviglia, i legamenti anteriori e posteriori.

Le distorsioni, come detto, avvengono principalmente quando il complesso piede-caviglia va in inversione (cioè verso l’interno). Si tratta di un movimento forzato da fattori esterni che supera il normale range di movimento. Le distorsioni ovviamente non sono tutte uguali e vanno dalla distorsione “benigna”, con un semplice stiramento del legamento, a distorsioni ben più gravi, con la rottura del legamento, per arrivare alle fratture bi o trimalleolari.

Riguardo alla trasmissione del carico, svolge un ruolo fondamentale l’astragalo che è appunto considerato un osso ripartitore del peso del corpo e delle sollecitazioni sull’insieme del piede. L’astragalo tramite le sue articolazioni (tibio-tarsica e sottoastragalica) funziona da “cardano etero-cinetico”. Il cardano nella meccanica è un giunto che trasmette i movimenti di rotazione da un albero ad un altro e nel nostro caso si tratta dell’articolazione sottoastragalica (principalmente) che trasmette l’energia dei suoi movimenti di rotazione all’articolazione tibio-tarsica che li trasforma in energia per il movimento sul piano frontale e cioè la flesso-estensione. Il fatto di essere “etero-cinetico” si riferisce semplicemente al’’irregolarità della struttura: i suoi assi non sono perpendicolari fra di loro nello spazio (come accade nei cardani industriali), bensì essi sono orientati in direzione obliqua l’uno sull’altro.

 

 

La caviglia è quindi molto importante e deve avere una corretta distribuzione del carico per cui le forze che subisce si bilancino con le forze proprie muscolari e deve dare in tal modo un corretto appoggio del piede al suolo sui terreni più disparati che si possano calcare, soprattutto in seguito a precedenti traumi e lesioni che portano anche qui ad un’elevata percentuale di recidive. Per fare ciò è fondamentale che si abbia una buona propriocezione, per migliorare la quale si può decidere un piano di allenamento impostato sulla persona.