IL PIEDE
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Il piede è la parte più distale dell’arto inferiore. Ha un sistema articolare molto complesso formato dall’articolazione sotto-astragalica, l’articolazione medio-tarsica, l’articolazione tarso-metatarsica e le articolazioni scafo-cuboidea e scafo-cuneiforme.

Per semplificare a livello funzionale si può dividere il piede longitudinalmente in due parti: una astragalica ed una calcaneare. La parte calcaneare occupa la porzione laterale del piede, mentre quella astragalica occupa la porzione mediale.

Questo sistema funzionale gli permette di effettuare i movimenti di pronazione (il movimento del piede verso l’esterno) e supinazione (il movimento del piede verso l’interno) e di modificare la forma, la curvatura e la rigidità del piede nella fase dinamica (cammino e corsa) per poterlo adattare al terreno ed ammortizzare prima e spingere poi per dare al passo elasticità e scioltezza. Infatti, durante il cammino quando il piede tocca il suolo deve diventare un ammortizzatore ed assorbire il peso del corpo che impatta il terreno (pronazione) svolgendo principalmente la sua funzione di organo di senso; nella seconda fase di appoggio invece (praticamente poco prima che l’altro piede stacchi dal suolo) il piede deve diventare “rigido” (supinazione) per dare propulsione alla fase di spinta del passo, svolgendo in tal modo la sua funzione di organo di moto.

A questi due tipi di movimento si associano logicamente dei movimenti dell’arto inferiore. Alla pronazione del piede si associano:

  • flessione, adduzione (movimento verso l’interno) ed intrarotazione della tibia;
  • adduzione e flessione di ginocchio;
  • adduzione ed intrarotazione del femore.

Alla supinazione si associano invece:

  • estensione, abduzione (movimento verso l’esterno) ed extrarotazione della gamba;
  • estensione di ginocchio;
  • abduzione ed extrarotazione del femore.

Quello che succede spesso quando si hanno problematiche all’arto inferiore che possono andare dal dolore quando ci si alza al fastidio dopo qualche km di corsa è che queste due fasi non funzionano correttamente a causa di tensioni e allungamenti di muscoli, sistema fasciale e articolazioni e con ripercussioni come detto prima sull’intero arto inferiore (ed oltre).

Ciò può portare ad alcune condizioni dolorose sia del piede come ad esempio fascite plantare, sperone calcaneare, metatarsalgia, sia dell’arto inferiore come ad esempio tendinite achillea, periostite, tendinite rotulea, sindrome della bandelletta ileo tibiale, pubalgia, etc.

 

Per risolvere questo tipo di problematiche si possono adottare e combinare diversi metodi come:

  1. l’esercizio terapeutico con allungamenti dei muscoli brevi e rinforzo di quelli deboli;
  2. il ripristino dell’armonia fasciale con tecniche come ad esempio la manipolazione della fascia che va a sciogliere i punti “densificati” (vedi manipolazione fasciale);
  3. l’utilizzo di particolari plantari come i Formthotics che essendo adattati sul paziente e fornendo un grosso sostegno alla coppa calcaneare e talvolta se necessario all’arco plantare aiutano proprio durante la fase dinamica ad avere un corretto appoggio ed un corretto ciclo di prono-supinazione.